LA MIA VITA.
Non mi rivelo agli stolti ,né agli insensati .
per loro rimango velato ,dalla mia potenza esaudito .
In questo mondo confuso ergo luce ,avida è la mia croce .
Conosco il mio luogo ove oso ,canto la mia lirica .
Elogio il canto degli eterni , la loro voce mai si spegne .
Alterco e cucio trame di madrigali ove la bella musa mi detta l'imperituro .
FU MOLTO TEMPO FA .
Fu Tempo fa che cominciai a scrivere poesia
a risvegliare in me il tempo dei desideri ,
dei negati sogni ,dei sospiri assopiti per una amata .
Fu molto tempo fa , a raccontare di me ,
le mie avventure , le gioie , le malinconie
Smisurati i stati d’animo , le mie braccia lontano si protrassero ,
In mio soccorso vennero le nuvole ,
ebbi il tempo mio e nessun danno mi fu fetido .
Vennero le grandi scene ,
traghettavo la mia culla verso la cultura ,verso la mia poesia
Le muse si tennero distati ed ero solo a raccogliere la musica ,
a vincere il mio embrione che mia madre m’ha lascito .
Fu molto tempo fa ,ed ora colgo forme di plausi fermi ,
di occhi distanti e sorrisi su bocche
innocenti , con caparbia ,con impegno duro ,
la mia lirica crebbe ,bilanciata e florida ,piena .
Fu molto tempo fa ,le mie amanti ,le pie donne ,
le nebulose dell’eterno ,le vergini sante ,le
concubine dell’amore .Oh l’amore !
Tutti lo inneggiano pochi lo praticano ,l’amore ….
Tutti lo inneggiano pochi lo praticano ,l’amore ….
spintonandomi caddi nel burrone ,
nella selva perdevo il mio senno ,
poi , si , poi ebbi tremori sulla mani ,
mi soffocarono le labbra Nei pori della pelle .
Fu molto tempo fa che posai fiori nel giardino ,
tra le aiuole e viticci di sottobosco ,
Seminai la mia vita ,convinto che un giorno ti avessi incontrata ,
mentre afferro superbamente
i miei giorni estremi .Fu molto tempo fa .
Seguo il mio percorso e non mi volto indietro ,
seguo i miei giorni ,il susseguirsi della vita ,
incontro stragi di malie e supponenti bivi ,
ove l’egoismo la fa da padrone ,
è il vizio a trionfare ,è l’ipocrisia a difendersi,
è la conseguenza che fa scudo all’ignoranza ,
piatto ricco per la sola indifferenza .
DALLE POESIE SULLA NEVE ANNO 1999 .
La nota scordata .
A quel tempo avevo voglie schiave
e mi apparisti tu strappandomi il cuore ,
eri una nota scordata
il poetico suono di una poesia .
Leggero volavo con la musica
e tutto intorno languiva il sordo ego ,
non mi aspettavo ,non sapevo
che quella nota era la mia musa .
L’incontrai per caso ed era smarrita
in quel novembre di foglie e melograni ,
l’avevo accordata in una poesia
ove i versi cantavano l’amore .
Furono brividi di passioni !
Era la voce tenera la nota scordata ,
riecheggiava sul trionfante palcoscenico ;
tra lo stupore nasceva la mia romanza .
Finì presto l’idillio !
Nella mente un ritornello …
avevo vertigini di vento ;
avevo la percussione che dentro mi batteva.
E dall’alto ,la luna mi guardava sconsolata
era dispiaciuta per la mia solitudine,
un vagare fantasma ch’è s’era elusa
non sentivo più la commossa sinfonia .
Ma lei ,lei era la donna santa
aveva dato a me la musica d’un tempo,
rinnovava il mio sentimento ;
di scosse emozionali beava la mia vita …
Ad oggi odo un’eco ,è lontano
confina con le rovine di una storia
è la nota scordata ;
vuole accordare il patema di un amore .
Giovanni Maffeo Poetanarratore.
Ho qui il sole .
Cosa mi manca dalla vita
nulla che ad essa possa chiederle …
nulla che già io non abbia ;
forse è solo egoismo dei sensi
il vizioso egoismo che mai si quieta.
Come un sognatore respiro il profondo di un tema
in esso gli offerti appetiti
si celano , tra i sogni proibiti ;
nei meandri dell’ignoto , l‘angoscia sale .
Ci rinuncio ! IO ho qui il sole
Ho la mia aura , la mia foresta di fiori infiniti …
l’alone sacro del mio poetare ,
ove in esso raggiungo la mia oasi .
E si spande nell’aria, nell’eterea luce
si reprime in un guscio di noce
è lei che trama cuce merletti mai si riposa ,
ha le braccia di una sposa la mia anima bacia .
Ho qui il sole !
Ho te tra i miei pensieri …
i tuoi versi , la mia ingordigia ;
il fulvo odore che erutta dalla mia anima .
Ho qui il risveglio , per cantare poesia !
L’angelo buono ,
che si nasconde nei miei singulti ,
di questa veemente voglia ;
che soffoca sospiri , nelle inutili brame .
Ho qui il sole
ho le labbra screpolate dalla neve …
nel mio cuore , s’attorcigliano sottili nodi ,
le finte ciglia si chiudono nei vasi
negli inutili tepori dell’amore .
Batte il cuore.
Batte nelle mie vene il ritmo del sangue
è l'esultanza immensa della paradisiaca danza ,
batte il cuore mio nell'anima si affanna
nella gioia rumorosa trova te fiore di narciso .
Batte la dolente vita ove d'amor s'all'Ala
di musica e s'inneva ,
si copre di riti sacri e liriche d'amore.
Tu , la pioggia lacrimosa mi dai il grido disperato
un focolare acceso ove elogi la famosa lirica.
Preso da te, mi volto a guardare il mare
ti vedo ,immersa nella natura ,
a battere forte i tuoi rumori
a distenderti sul mio corpo quand'ero gaio
ad essere perla , per salvare la mia tristezza .
Mi hai reso vincitore su un palco senza scena
ove hai acceso il mio tripudio
con le note permalose , le spasmodiche fusioni .
Sei l'orchestra nell'aria e dipingi ogni sinfonia
colori albe e fiori nel riposo fragoroso
col nero della seppia, inchiostri, il fazzoletto rosa
bagni di lacrime , la mia veglia mattutina .
Sei l'amore che torna
la candela che si accende nella fosca ombra ,
nei fondi del delirio si appanna
rorida rossi baci sugli incendi dei perdoni .
Esilarante la mia vita , vuole musica
sulla terra ,aura il grigio dei cristalli ,
illuminato da prodigi cerco luce
il bizzarro indosso ove rifletto il buio degli spettri .
Siamo l'ombra di un sogno .
Allo scadere degli ultimi rintocchi apro la mia luce
al corteggio dei miei anni al tuo risveglio …
folgoro la gioia dei miei giorni, il tempo folle ,
ove l'aria viva abbella il tuo sentiero .
La ricchezza infinita di una storia :
il premio di consolazione per averti amata ,
ove in ogni suono loda il tuo bacio .
Non morire anima …
stammi accanto consola la mia vita ,
voglio il poco dei tuoi occhi nei miei
voglio i tuoi caldi seni ,
il tuo capriccio innamorato
la voce triste dei tuoi canti .
Resta principessa recita ancora l'estasi
vieni siedi con me in riva al mare ...
impariamo assieme le parole del cuore ,
l'insaziabile profumo dei calori
dei tuoi carboni accesi.
Siamo l'ombra di un sogno
chissà se ti vedrò nei miei ?
Forse ci sarà la scossa del mistero ,
a scuotere sussulti di primo amplesso
a sorprenderti e cavalcare assieme le vie dell'universo.
Ognuno vive il suo male .
Con dignità mi prostro ai tuoi piedi oh musa
con umiltà divento il tuo schiavo:
al tuo volere maestà!
Femmina e regina fiore dell’amore ;
principessa dei miei sogni impuri .
Lo dicono in molti …
gli egoisti nell’inferno degli empi!
L’arroganza ,l’avarizia pregi di difetti
è il frutto del prendere o lasciare ;
di un egoismo che s’appropria delle menti altrui .
Fu il profumo della tua carne a generare argilla
in arate terre genera magie di note tremule;
forma barriere di oblii illogici
recide e ricuce punti di ferite sanguinanti.
Ognuno conosce il suo male!
Conosce l’irrequietezza del suo declino,
il delirio d’onnipotenza
la meta di uno spazio senza tempo;
l’ora in cui morirò sereno.
E mi trovai di colpo in un’altra dimensione
assonnato e stanco cercai il sonno tra le nubi,
cercai la frescura in un’oasi di sole
cercai te ed eri parte di un debole destino.
Fu l’ultima volta che ti vedevo!
L’ultima scena di un film dove un amore fugge,
cedevo alle tue lacrime ;
ad un bacio, fu l’ultimo di un addio .
Ad ognuno il suo male
il mio è il mal d’amore!
È il pregio di averti amata .
Il sacrificio ozioso.
Fu amore puro ,sincero, il primo , mai dimenticato.
E' invisibile questa anima vive tra gli alterchi dei verbi
Sotto un altro cielo smania l'amore
lei , l'indescrivibile creatura gioca con la fantasia.
Da sempre persa nell'immagini ,ella è radiosa
tra i panni sporchi fruga la primitiva foce
si coccola non si da pace è la sua asma
ha testarda grinta ch'è gli illumina la sua fonte .
Ad oggi , esauda la nostalgia ,la delirante apoteosi
il solo ricordo la riempie di teneri sogni ,
di me ,di quel tempo innamorato...
nell’alcova dei segreti è il suo rifugio.
Sfiora le ali degli angeli ,li colora
turbata da stelle luccicanti e pensieri inaccessibili .
Chiudo gli occhi al mio volto
sul pianeta del cuore mi vado a coricare ,
da, incanti e grida mai ebbi lesser tuo
il tuo corpo traspare nella mia oasi d'amore .
Ozio l'ozio è un cuore che tace
catena e sprigiona il mio esserti vicino ...
nude le tue membra amate
le carni che ebbi da te in dono .
Sotto i tuoi vestiti ne profuma l'aria ...
l'ora ingorda che mai più arriva .
Datemi un senso .
Diventerà inno questo suono !
Sarà l’emozionante palpebra a battere ciglio,
nel vivere follia , nel lambire nobili ambizioni
mi mostra il colore eccelso il sangue dei papaveri rossi .
Alla vivida ametista la preziosa fata
si abbandona in me il senso
tra la meta di un suono,
concerta l’unica nota :
è la voce del tuo richiamo.
D’amore narro la storia di una fanciulla !
Ella il verde manto scopre ,
coglie dal prato fiori marzolini;
cambia colore al narciso plumbeo .
E sono stimoli preposti !
S’avvertono col sesto senso ,
sono sensazioni senza precedenti ;
nel fascino occulto bendano il bianco giglio .
Mi acciglio col cuore mi abbaglio !
Non ho meta da percorrere ,
ho solo la giungla ove mi nascondo .
Ho la pietà e la meraviglia !
Gli impulsi che mi portano all’inganno .
E da un frastuono il risveglio !
Odo voci al di là del mare …
È un canto di una donna sola ;
bacia il giorno all’ombra di una fiamma .
Or dunque :datemi un senso !
In questo oceano di effimero travaglio ,
datemi il frutto della fragile conchiglia ;
il rifugio della mirabile rugiada .
Dolce Veleno .
Fu d'estate al tempo delle mele
folgorai l'amore nel penetrante sogno ,
oggi in questa arena vi do il pasto del mio canto :
lo do agli sconosciuti volti ,
a i mai immacolati.
Ai diseredati ,ai ciechi che lo odono solo la mia voce
alle muse ,le belle fate ,
con i loro saggi dell'età matura
pieni di aure ori di malie .
In questo alveolo di incontri si sprecano abbracci
i rintocchi di orologi e poi si sorride .
Alle prese di posizioni e le scomode arringhe
abbandonarmi voglio alle evanescenti illusioni
che su corpi inerti si illudono di amare .
Tu figlia dell'amore rivelati!
Sfoga la tua rabbia è pregna di livore
il tuo dolce veleno sa di assenzio e miele ...
fuma la pipa della pace intorno a un bel fuoco ,
avvolta da un mantello ne sentirai fremiti di pianto.
Ma poi, poi i miei occhi si stesero sole
quando fu giorno ritornai a cantare ...
il sangue mi bolliva nelle vene ,
il veleno dolce fu l'icona passionale .
Passeggiavo la mia vita su gli scogli
scioglievo la rorida pelle tra fusioni e voglie,
su corpi incestuosi si affamarono i lupi .
Vidi la saggezza a nozze con l'essenza
la voluttà della pallida lacrima
respirai aria per non morire .
Fu dolce veleno , dolce il nobile amore .
La carezza che volevo .
Cercavo in te l'audacia
il violento fremito la goccia di rugiada,
il riverbero dell'estate la cala ove farti mia
un'ape regina che si posa su ogni fiore
raccoglie il nostro miele di labbra saporose ;
impollina visioni proibite e brama attese di perdono .
La carezza che volevo me l'hai portata via
gli empi l'han rubata
i vampiri degli inferni l'ha recisa ,
i malvagi d'ogni mondo i narcisisti ubriachi .
Ed io mi nutro di erba amara
di accidia , il veleno del cuore ...
di pietra la mia voce
mormora al vento la mia solitudine .
Ti volevo solo abbracciare
darti le vibrazioni di una primula ,
gli echi dei torpori ove sale la rugiada
farti sposa su il tappeto rosa ,
darti gli incensi delle chiese e le corse sui prati .
Le volevo e si nascosero tra le tenebre
forse timide lacrimavano i pianti dei miseri ,
abbandonate ,mi presero la mano
stringendomi lessero il mio avvenire ,
con i miei sentimenti caddero sulle spine
per lasciarmi fasci di catene .
Carezzami ancora
ho bisogno delle tue arterie femmina !
Volto le spalle il sogno irrealizzato ,
il tuo sentiero è infinito
è la carezza di una clessidra vuota .
Vivere & Amare .
Vivere sognare , amare
illudersi ed è l’eterno batticuore ,
il cui tormento fa fremere e impazzire ;
fa sbocciare un bucaneve tra la neve .
Ho freddo , non ho chi mi scalda!
Ho l’odissea tra i capelli
il mal d'amore che io voglio,
sulla cui guancia il rossore mi spaventa
mi emoziona in attimi eterni
di follia mi travaglia ,travolge i miei sensi
di sangue egli traspare il mistero della vita .
Ho pensieri spongiformi
e assorbo le insensibili ferite ,le misere miserie
sulle labbra i tuoi baci san di rose ,san di cioccolato
con le mani sollevo i tuoi vestiti .
Voglio pungermi senza aver dolore
far parte di un prodigio vergineo ,
a una coscienza dà seguito i sospiri .
Voglio la rosa spinosa ,la tua magia
unirmi a nuove gemme ed albe ,
deviarmi in altre vie nei silenzi unti ;
in quella che mai mi appartiene .
E potrei ,si potrei , fuggire e tacere …
trasmigrare ove tutto è latte e miele ,
ove la notte mi svela i tuoi arcani ;
dove nuove scintille il ghiaccio lo disgela .
E non voglio suscitarti compassione !
Un’altra tu , potrà essere il mio ripiego ,
potrà accondiscendere alla mia fame;
al mio sentimento ché s‘apre ai nuovi confini .
La rugiada delle vergini .
Umida è l'aria si posa sulla rugiada delle vergini
profuma di papaveri rossi di olezzi sparsi ,
nei grani maturi gioca la sua festa rosa ...
dal sotto bosco la fragola gli fa l'inchino ,
s'inebria con gli intrusi raggi e le carezze delle foglie .
Tu, la regina delle vergini vivi in un castello ...
mieti il raccolto dei flutti
serpeggi su ventri nudi dei papaveri ,
nei silenzi miei ti inarchi
tra i temerari riflessi i sordi voli .
Tu , la vertigine , la bonaccia dei venti
ti violi tra l'ombra boschiva
e gli adagi delle sinfonie ...
lì, le tue dita si posano su note leggere ,
sussurrano i rintocchi delle campane .
Canta mia dolce anima ,perché ti fermi ?
Continua con l'estasi dei sogni
abita in me , non ti muovere ...
raccontami le tue favole
nelle cui ore faremo all'amore .
Raccontami dai :dammi i bagliori
quelli persi nella brughiera .
La rugiada delle vergini è umida
ha gocce di miele d'api ,
l'indefinito di una romanza sontuosa
ha l'antidoto dell'amore e i voluttuosi baci .
Ho sbagliato sole .
In autunni di vita ti dissi :
Ho vissuto tempi in cui ogni cosa era niente ,
dove il mio calore al sole mi bruciavo .
A te dissi :sei la bella donna :
ti cerco su ogni volto
su ognuno , leggo ancora il tuo nome .
Ma dipingo ancora le tue foglie d’autunno
per rinverdirle e darti la mia vita ,
darti un senso , così all'eterna fonte .
E continuo a sperare a sfatare miti
tu il tempo della vita mia rinasci in stagioni ,
dai colore al rosso passione .
Insistetti per dare un senso all’esistere !
In un tempo fatto di te , di me , di noi ...
di questi momenti brevi che nel nulla planano .
Di un autunno che ha il verde sulla chioma ;
il dolce tuo sentire.
Ma tutto fu inutile da allora fu solo un grido sordo .
La terra in cui muoiono i miei affanni ,
lascio cadere acqua dalla fonte
nel fossato buio vorrei attingerla ,
nell’inerzia abbandono i sentimenti folli .
Ho sbagliato vita !
Nulla e nessuno mi darà luce …
son pochi i giorni veri ,
quelli reali da poterli con te vivere .
Ho sbagliato tutto ,sono visioni e null’altro .
E' un sogno dentro un sogno
è l’illusione che scivola via ;
è il sbadiglio da un sogno
ho sbagliato sole !
Dove sei tu fascino rapito ?
Amori in libertà
Innamorata è la mia donna di me ,tu, come la rosa !
M’incontrasti un dì per caso
quand’ero perso e deluso …
La tua voce mi rapì e fosti presa
ora sei un amore in libertà libera e decisa ,
sei nella mia carne nella furia cieca
gemi sensi e sotto le lenzuola ritrovi la tua natura .
Trovi la porta che s’era chiusa il poeta del degno lato ,
l’innamorato che sa amare alla follia
e ti carezza con dolcezza la tua chioma bionda .
Ti fa sentire ancora una giovenca
l’amante senza scrupoli che sa cosa vuole,
cosa realmente cerca dalla vita
e insieme a me sogna la pazzia .
Di amori in libertà ne è pieno il mondo
fuggono dagli incesti e dai mali ,i più tremendi :
dagli stupri , da mostri senza cuore
da femmine volgari che fanno passerella .
Amore ! Amore in libertà ,amor profondo
tu che della vita mia seme ne raccogli ,
dipingi col pensiero ogni tuo vanto
ed è una difesa per mostrarti trasparente …
Ti colori in me di rosso sangue !
C’è troppa bellezza per volare.
Nessuno sfugge al destino
c’è troppa bellezza per volare ,
sentirsi liberi nel sole
e tra i cristalli i colori della vita .
Ed è fino all’ultimo respiro
con occhi lucidi griderò il tuo nome !
Scaverò ricordi del passato
m’hai dato per un vissuto.
Si, ricorderò il calore
l’hai spalmato sulla mia pelle ,
al riparato dai freddi inverni
quand’io venivo da te a far l’amore.
Oggi bevo veleno per la materna Dea!
Con la fede vivo il giorno ,
con la ricca fonte
inchiodo la terra alle catene.
C’è troppa bellezza per volare :
amare odiare credere ,
trascino a me l’ardire sacro
è come dissolversi in una sola pena.
Tu che nel mio sangue ti sei fusa
la mia anima pura in te rimane,
resterai sempre una bugia
non potrai vedermi ma sentirne amore.
C’è troppa bellezza per volare .
Si mostrò a me altera col suo fare ;
sbocciò in un calice di fiore,
la sua femminilità fu sinfonia .
A due passi dal suo cuore c’è il suo lui ;
l’angelo azzurro che cascò dal cielo ,
gli pose la mano e fu l’amore.
E si specchiò nell’altra faccia del suo cuore ,
nell’uomo desto che gli riempi la vita ;
come una farfalla si posò su rovi e spine.
Col Cupido sguardo
ammiro l’alba chiara della bella rosa ,
con gli occhi del mare
mi rifletto nel tuo sole;
attonito , udii gli alteri echi .
E fu a due passi dal mare
che ascoltai la sinfonia delle onde ;
la sua ,col suo aureo decoro
scacciai pensieri impuri.
Sul calmo mare .
Calda è la spiaggia , calmo il mare ,
un corpo di donna gli fa da cornice ,
famelici voyeur strisciano impavidi ;
con sotterfugi ammiccano intese .
E si veste di sola pelle la bella signore !
Di colori violenti e il pareo sgargiante ,
al sole d’estate si crogiola e cuoce ;
scansa gli sguardi ai vogliosi villani .
E riemerge il suo ispido vissuto …
l’innocenza affama la sola sentenza ,
nelle viscere si contorce e si scioglie ;
vuole saziare la sola avventura .
Sul calmo mare c’è la donna al sole !
Ella disinibisce i repressi assopiti ,
snuda l’anima al pretendente migliore ;
nei suoi sogni scabri gli manca il paradiso .
È troppa la voglia , non ha attesa:
si agita nella notte lunare …
L’aria marina gli incita amore :
freme e si esalta , fuma sospiri ;
il suo ventre si contorce ,il nulla succede .
Non ha scampo la splendida dama ,
né confronti , né opzioni ,
ha solo il suo mare il suo cuore sparviero .
Non ha altro a chi amare ,
a chi dare il suo martirio migliore .
Anche stasera deve mangiare la solita mela .
Sul tuo cuore una conchiglia .
E’ uggioso il giorno ha il mare in burrasca ,
il sole è tra le nuvole …
Ha te che sei nei miei pensieri .
Ma , sul tuo cuore c’è una conchiglia !
È , una lacrima di pioggia …
È la dubbia sponda dell’onda infranta
Mi leghi ai tuoi ormeggi , femmina !
Sulla barca , i tuoi sogni
ti penso , sono in ansia ;
chissà dove onda il tuo amor profondo ?
Le tue forme , mi eccitano ,
Avezzano sguardi :
riposano nei miei occhi nel vederti eterea .
Come un vapore acqueo ti sollevi libera ,
tra le più belle melodie del nostro amore .
Verso te la primavera avanza .
Avanza l'amore nel giorno del grande giubilo
come un fiume di sospiri tra le vene del tuo cuore
prende vigore, l'energia ,di vita anelito
l'inesorabile , mi coccola ,mi da aria, mi da il tuo mare .
Sei primavera , la goccia linfatica del mio sangue
la mia zolla ,il suono livido della mia terra,
sei in ogni singola sensazione e suoni per me la chitarra
mi rimandi il rosso purpureo ...
contro me si scaglia il tuo corpo pieno di calore.
Si, sei primavera !L'albero di ciliegio
il gusto dolce di una fragola ,
il tuono dei monti lontani
ove i silenzi s'arrossano nei sudati giardini.
tutto viene smarrito nei pensieri dell'ignoto
per averti dato la mia parola fredda ,
l'amore che tu senti , lo stai buttando
spero solo che ti sciogli nell'eros della voglia
fervi il forse , il buon gusto dell'assoluto desiderio .
Resti la mia primavera .
Sembra strano parlare d’amore
Poemetto del Poetanarratore
( Madrigale )
Ma la vita è un fiore ,una bella figura !
Giuramenti e promesse ci fanno tremare ,
si tirano i fili sottili su lame di rasoio .
Come se fossimo cavia
al primo passo falso si spezza la magia,
la certezza resta un sogno;
lascia lebbrosi strascichi nel vuoto .
Resta un si di convenienza
valutazioni che lasciano contrasti;
un incontro fortuito che l’anima ammanta
ci avvinghia e trafigge il cuore .
Fosti tu il primo spietato amore !
E mi appassionai …
Parlare d’amore è come gioire
pieno di assolutezza, senza pensieri.
Cosè questo amore mi chiedo?
Non lo so , non saprei
è un contagio di tutte le follie ?
E a voi ,voi esseri scostanti
dico a voi! Dove credete che sia ?
Forse nelle crepe dei sorrisi.
Oh dolore ,patema d‘ogni anima
illusione perfida che sanguina discordia
avida promessa che liberi gli oppressi,
in tutti i mali al buio ti concedi.
Si parla spesso di scienza naturale :
dell’antropologia che si fonde ,
nelle viscere dei sensi esplode;
e nell’orgasmo trastulla .
Sono scintille che provocano emozioni
dagli ormoni irrequieti esplodono
fanno strage dei sentimenti
io che non l’ho, lo posso solo immaginare.
Tu sei nell’aria .
Nell’arsura dell’estate ,
ombre lontane rincorrono amori perduti ;
sono inafferrabili , indecise
han volti sconvolti ,han l'amore perso .
Ma tu , tu , sei nell'aria !
Nel attimo che è sempre stato mio.
Mi lasci addosso incisi di bellezza
costantemente , nel mio profondo.
Ti cerco tra i silenzi di ogni giorno
e mai ne vedrò la fine …
Un giorno impossibile che non accadrà mai .
Ti mondi negli angoli della mia pelle
tra le arsure dell'estate ,e le ceneri dei vulcani
Sei , invasata , nel dissenso ridi
scalpiti , le ali dell'anima mia .
Tu la nota , la musica .
Provo piaceri inspiegabili
e le mie mani tremano da sole …
come duna , fermi il mo andare ;
cumoli sabbia , sulla foce del mio cuore .
Tu che sei nell’aria perché con me non voli?
È così che sei!
A piene mani .
Con quali mani scrivo il mio verso ?
Quale sarà il vero canto …
può essere il degno gesto?
A piene mani l’impossibile raggiungo.
Elogio l’artista che in me si strugge !
Elogio la musa che mi dà voce,
del suo amore è luce accesa
è nei versi che lei si confida.
Che io possa divenire menestrello
per narrarvi la mia storia ,
l’uomo che svela i suoi arcani
malgrado fossi l’eretico burlone .
E un giorno leggervi il mio sogno,
in te la mia speranza resti ,
nel cuore mio ribelle basti
sei lo specchio in cui mi snudo.
A pieni mani la tua fedeltà afferro:
il bacio il bianco e il nero
il rovescio della medaglia ottieni,
penso al giorno ,al tepore delle tue ali.
A testa bassa.
Umiliando me umili la tua bellezza
e vorrei darti quello che non hai ,
toglierti il velo che hai sul tuo cuore
baciarti dove a nessuno hai permesso.
Il mio sentimento è velato !
Ha la bocca chiusa è muto per aver amato
vuole aria nuova e tanta frenesia .
C’è in te un qualcosa di sfuggente
di incerto e di paura vorrei darti coraggio
e specchiarmi tra le tue pupille.
Sono occhi che soffrono
senza lacrime piangono ,
vogliono vivere una prole ;
una certezza per ricominciare.
A testa bassa ti ho sorriso !
Ho pensato alle cose proibite,
al forte desiderio che si avveri
senza sapere ho finto di morire.
A testa bassa inghiotto singhiozzi e sangue arso
tra gli infranti specchi l’anima tua mi concedo.
Abiti sgualciti .
Addosso a te li ho stropicciati
poi ti sei spogliata timorosa d’esser presa ,
persino l’anima mia sente la forte voglia
il languore di uno spasmo .
I tuoi ,sono abiti smessi e non li vuole più nessuno
ma tu ,lo so; mi leggi nel pensiero ,
come una chiara veggente mi esplori
mi metti sulla croce e poi te ne vai.
Che dire: mi vesto di eleganza pure io !
Da intellettuale faccio lo scrittore ,
io apprendista che ha tutto da imparare
scopro l’acqua fredda come perso sognatore.
I miei abiti sgualciti li ho lasciati davanti al mare
sono bagnati e pieni di arsure , sentono di vecchio e mali odori:
di un passato che non torna indietro .
Ma si, portati via pure la menzogna
le calze a rete e i quadri d’autore ,
vattene !Dove non ti trova il male
in un deserto , tra i beduini potrai godere.
Sparisci tentazione , omaggia chi si spande
sparisci ,vai a tentatrice, i tuoi panni sanno di peccato
si son sbiaditi per averli tanto usati .
Mi trascuro l’eleganza e non mi importa niente,
vivo d’aria e mi lavo nel torrente ,
volo tra le nuvole senza sentimenti
di corolle il giaciglio ,di disgusto il tuo abbaglio.
Al mercatino dell’usato trovo un tuo vestito
lo annuso e ne sento la fragranza ,
sento il tuo odore e non sei lontana
verrai presto ,nel mio letto , ancora a far l’amore.
A volte mi chiedo.
E mi sorprendo!
Perché sprecare la tanta abbondanza ?
Tutte belle son le femmine ,
mezze nude sulla spiaggia …
A volte mi guardo intorno
mi accorgo della donna infelice ,
lei s’affaccia al balcone
butta il suo sguardo per farsi bella .
Ed è triste la tanta malinconia !
Col suo fare vuole dare …
Vuole l’uomo che con dolcezza la fa godere ;
La fa sentire un fiore ….
A volte mi chiedo :
perché ti sprechi femmina!
Sei dolce e delicata ,
la rosa che profuma.
A volte penso :
se io fossi donna ,
aprirei il cuore solitario ;
farei felice il mio cavaliere .
Ed io che ti chiamo
goccia di rugiada
ti lancio il mio amo ;
in un mare in tempesta ,
voglio essere il tuo predatore .
A volte le paure spezzano le intenzioni
spazzano via ogni iniziativa ,
si chiudono in gratificazioni frivole ;
nulla e niente potrà ruggire.
Il tempo traditore è tiranno!
L’amore no , si ottiene se si vuole …
Scorrono i giorni gli angosciosi anni ;
chissà chi mi vorrà amare ?
Sarò , il suo poeta vincitore .
A domani dolce amore .
Me lo ripetevi ogni qual volta ci vedevamo :
fu la stagione dell'inferno in terra ,
la finestra che si aprì e sbocciò la rosa
sonni scuri mi perseguitarono per anni
fu il tacito verso del nostro slancio .
Fu la battaglia del petto nudo
ove il cuore si spogliò del suo rossore ,
si mise a battere nell'immonda pietà del perdono
nei trattenuti nervi di esterie .
Si, ti rispondevo :a domani amore …
dicendomi :sai di te mi sono presa il cuore
il manto del tuo corpo ove disseto le mie acque
l'anima desolata che irrompe nelle tue maledizioni .
Oggi nulla è cambiato …
l'altra tu è libera ,ha tanti ammiratori
ha la febbre delle parole
d'altro canto come te è donna e le avans portano gratificazioni
fanno ricco il cuore e gli occhi sono pieni di lacrime bianche .
A domani dolce amore ?
Polvere di stelle .
Come un affamato cerco di dare un senso alla mia vita
Alletto , richiami ambiziosi ove tu frughi nella mia anima ,
Tremo al pensiero del vano desiderio
Ai scarlatti baci sul tuo tesoro .
E brilla nell’aria la polvere di stelle
Nella notte della favola il pensiero vola ,
S’adagia sul piatto mare
Su purezze incarnite di attimi fugaci .
Lacrima gocce di rugiada assopite da voglie
Insistenti , lottano , contro mulini a vento ,
Nei fremiti assolati ,sotto l’ombrellone
Olezzano profumi proibiti , nel rifugio del cuore .
Non Volermene Alba .
Alle prime luci , spiagge deserte decorano la vita !
Tu la luce tra gli scenari maestosi ,
plasmi le stelle livide dove io mi ero rifugiato .
Posso afferrarti se voglio col solo sguardo …
posso vederti al di là dei singulti pianti .
Si posso ,ma poi fuggi
ti guardo con gli occhi profondi ,
apro ad essi scrigni vuoti .
Posso incorniciarti col colore rosso !
Nella misteriosa attrattiva mi manca , la vita tua ;
la rinuncia al tuo amore mai .
Non volermene , alba , sono triste !
Ho il cuore infranto …
ho l’anima mia che s’imbriglia ,
bisbiglia speranze assurde ;
ove le parole , han suoni di tamburi .
Non vermene , alba , non volermene !
Ho avuto l’abbaglio luminoso …
col veleno delle lacrime mi sono arreso ,
a me lego , i rumori alle catene .
E quando sarò fradicio di venie ,
saturo di bile butto a mare gli illogici pensieri ;
resto invulnerabile , allo splendore del tuo sole.
Ai confini dell’amore .
Al di la del vespro parole nuove tacciono
inebriano l’anima nell’oro della sera ,
si adagiano sincere su di un foglio bianco ,
su scritture di versi alla rinfusa.
E si intrecciano come fili di spago
in quel tormento che fu pazzia,
la piacevole essenza
ove vissi l’apparire dell‘amore .
Sono tante le immagini sfocate
che non vedo e non sento,
tante le illusioni che vivo e ho vissuto ;
nella mente ,l’impulso è strepitante .
Volto pagina e inizio un’altra vita …
attingo dalla fonte l’acqua santa ,
a voi disseto col mio entusiasmo ,
a voi ignoti viandanti ;
a chi d’amore non ha più niente.
A te - Donna - amante ,madre sposa ,
anneghi ogni giorno i forti sentimenti ,
rinasci in un fiore su alberi senza rami ,
tu ,la femmina , voli nella mia anima , sincera .
T’’hanno violentata , diffamata
e risorgi sempre su ogni viso ,
del mio tempo malandrino , mi dai gioia .
Ai confini dell’amore ci sei tu !
Unico mio desiderio , mio sospiro …
Unica salvezza della vita mia;
sei l’aspro melograno
dal sapore passione.
Non verrò a passeggiare nel tuo cuore .
l'aria è serena in questo buio bosco
mi da refrigerio ,mi fa sentire bene
mi da , il tuo colore ,il rosso dell'amore
di sangue e delirio ne è pieno il pascolo
d'insania s'abbevera l'urtato gesto .
Non verrò a passeggiare nel tuo cuore amore !
Non ci sarò domani …
vivrò tutto solo nel mondo ,tra le nuvole
abbandonato nell'eden
all'ombra dei tuoi baci .
Non verrò sul tuo vibrante sguardo
sul filo rovente di un rimprovero ,
nel fragore di un tuo pianto
sulle antiche ferite , ove danza l'ardesia
lì ,scopristi per me , gli scrosci dei frastuoni .
Fosti santa ,la donna vera ...
e tra gli olivi orlavi la natura ,
eccitata , generasti la mia materia .
Fosti polvere di neve
in un pomeriggio d'inverno ,sostanza piena
col tuo impeto mi donasti la tua carne .
No , non verrò a passeggiare con te
non verrò, m'hai cucito il cuore ,
con un filo di voce mi hai detto , vai …
A te che non ci sei .
C’è chi scopre piangendo d’essere silente
d’esser stato solo in una stanza verde ,
di aver voluto per sé ogni angolo del mondo .
No !Non avrai da me perdono !
Nessuna pietà o commisurazione ,
mi commuoverò solo al tuo richiamo …
tra le fiamme l’amore metto a rogo .
E resterò nascosto al sole dell’estate
davanti al mare celo il tuo fu mio cuore,
rimorsi e morsi per te si uniranno
per vivere la mia vita nell'inferno .
E resterò su questa terra ,ai bordi delle strade,
ad alta voce grido la mala noia :
l’amore vero esiste!
Dio ,perché non me lo mostri?
Fui polvere ed aria !
Colui che entrò in te ,sull’infantile erba
con l’aspetto truce un segno di luce ti lasciai.
Si, nacqui benigno !
Sotto una foglia d’autunno
sulla neve del freddo inverno ,
tra le primule della fresca primavera .
A te che non ci sei ,mai ci sarai!
A piangere lacrime stanche
su fiori d’acqua e primule di neve.
Attraversami l’anima .
Cuore , no, non fermarti
Sono il tuo schiavo in amore ,
Attraversami l’anima mia
Sono il tuo servo ,la nebbia del tuo destino ,
Non mi interrompere il respiro lasciami aria
Voglio solo guardare l’amata creatura .
Eruttami dal tuo vulcano donna
In me tutto diventa unico :
L’odore della tua pelle m’inebria
Delizia la mia voglia saziandomi di pathos .
Non togliermi i tuoi sogni
In essi tu sei la perla ,
Mi porti sangue nelle vene
Ove tu fluisci nei nebulosi effluvi ,
Nei flutti d’acqua chiara
Avveleni la mia gelosia .
Mostrami la proibita carne
Che mi porta in estasi nel vederti nuda ,
Nei travagli soffocanti
tra le mie braccia esondi ,
Tra la mia malia d’amore ...
La quale mi fai morire .
Attraversami l’anima
Il dolce giorno mi darà luce ,
Mi profonda nelle tue speranze
Mi scopre fanciullo , col canto ,delle mie poesie .
Anche gli angeli imparano a volare
Ho volato con la fantasia molte volte
e con essa mi sono perso ...
ho desiderato l’amore ,la principessa nera ;
l’invisibile fiore rosso ciclamino .
Il tuo volo non l’ho vissuto donna
quello che tanto declami oggi lo inquieti ,
lo annusi in te ,nei tuoi acri odori ;
per godere delle tue osmosi strane.
Gli angeli volano e varcano il cielo
si curano dell’amore altrui,
han bisogno delle tue certezze sane
le particolari grazie che in te son vive .
Anche gli angeli imparano a volare
hanno le ali , il vento dell’oblio ,
io no! Io muoio se non mi dai aria …
Volo nelle menti sorde ,nei cuori freddi ;
nel bisbiglio di una musa che mi chiama .
E di nebbia io m’adombro ,scaldami ho freddo
nel mio giardino fosti concime per le fragole ;
fosti seme , ove nacque la rosa tua .
Ti cerco nei miei pensieri , invano l’ombra tua afferro ,
non ci sei , con gli angeli sei volata via .
Anche oggi ho visto la tua bellezza.
L'ho vista mentre mi fissavi con occhi tristi
su di una tela al riflesso del mare ,
nei pensieri del nostro alveare ;
accanto a me sul trono dell‘amore .
Ho vista la tua bellezza,
e dalle tue labbra uscivano parole dolci :
acuivano fortuite ,
l’immota soluzione il cuore spera.
E mi sveli l’aulico percorso, tu lontana!
A pelle, i tuoi brividi frantumano paure ,
prospettive di concetti
lasciano al tempo le nostre decisioni.
Sono le speranze future ,
il mio destino è nelle tue mani ,
anche oggi mi hai detto che mi ami
tu , la bellissima signora!
E come una farfalla tra i fiori voli
mai mi stancherò di vederti ,
verrò da te dove l’alba nasce ;
dove la forza dei titani in me s'avviane .
Anche oggi ti ho baciata ed eri lì tutta saporita …
calda fremevi con le tante voglie ,
nel smisurato amore da tempo a noi caro .
Ho visto le tue lacrime bagnare gli universi
nascoste tra i colori per non farmele vedere.
Non ci saranno muri e barriere tra di noi
ma rive azzurre e spiagge con il sole ,
un vascello ci porterà lontano ,
ove il nostro amore non avrà confini.
Anche oggi ho vista la tua bellezza!
Anche tu Vieni dal Mare .
Vieni tra le onde e flutti narcisi dalla terra
come un'ombra sulla tela
mi appari tra le cornici del cuore ,
sulla vergine conchiglia
e l'acqua dei ruscelli di brughiera
in una notte stellata sotto la luna col gelido sudore.
Anche tu vieni dal mare ,da me ,nella mia anima
vieni e il mio male acquieti ...
rimetti in gioco i nostri forti sentimenti
ove io un giorno ti scrissi la mia romanza .
Vieni e trovi i fiori d'autunno
ove per paure, per amore
giacciono in attese per rinascere
per riempire un vuoto mai colmato .
Anche tu , vieni dal mare !
Ancora una volta canto
Scorrono lacrime nei fiumi
vanno lungo viali dall'inesprimibili rupi
sulle sponde di mari ,verso la superba femmina ,
che ai piedi del vulcano si canta la sua lirica.
Scorgo tra le lettere d'amore
nell'eclissi d'una luce fioche ,
le steppe saline di una cala rosa
ove la madre mia mi diede la tua riva.
E son velate le tue note
hanno qualcosa di enigma magico ,
il sogno conoscitore addosso mi rimane
lucerna colori e spreta pallore .
Da , un volto al bianco viso
nella membrana acciglia odi
tra le ciglia, occhi stilla :
il baloccante dell'apatica opera.
Ancora una volta canto !
Posami addosso la tua croce ...
tu figlia d'un parto nudo
ancora una volta possiedimi
cantami la vita , le erinni voci.
Di quel biancore fu il sole vero
fu parete di pietra e fuoco ,
fu la polvere a soffiarmi la tua nuvola
ove il giorno pioggia stria .
Fu la sostanza a mutarsi in materia
e ancora una volta canto ...
canto le mille tragedie umane ,
la mia canzone in poesia si rifugia
nel sempre , nel dove ovunque s'apre un cuore.
Ti sei persa tra le fragole .
Lo senti questo ritmo? È la musica!
È la parola che si muta in poesia
È l’inchiostro che scorre dalle lacrime.
È il riverbero di un canto !
Il pianto ,di una musa,non ha scampo ,
ha spento il suo delirio
il suo ghigno malizioso.
E scorre la vita !
Scorre d’allegrezza piena ,
su questa terra
come foglie ,la pioggia cade.
Cade su fiori e l’aria profuma
l’albe colora ,svela i segreti amori:
a quelli che han conosciuto solo gelo
di freddezza i sentimenti fa tacere.
Ti sei persa tra le fragole!
In un mondo non più tuo,
dal mio vivere ti allontano
ti lascio al tuo destino.
Ti sei persa nella svampita notte!
In una selva con i lupi.
Nella perdizione della carne t’arroventi
in gocce d’angoscia ,
del tuo trastullo sangue spremi.
Le tue amate sponde.
Sono lì sulla battigia le belle addormentate
si spalmano la vita in dolci languori e brividi di sole.
Né mai avrò le tue amate sponde,
ove il mio corpo spentosi strugge per amore.
Né mai gli occhi miei vedranno tanta brezza
con lo sguardo fisso penetro le carni vive.
Ed io Laverò gli specchi per rimuovere rimorsi
sul tuo viso lascio il mio folle amore.
Tu sei stata la donna profumata!
Sei venuta da un lunghissimo pianeta ,
la venere che tutto sfoggia in questa isola d'incanto.
Fatale fu il giorno con mano toccai il fato
oggi tocco l'onda nelle notti solitarie.
E bacerò l'essenza è rimasta dentro
col sale smacchierò il sublime ...
Col pianto di un amore
do da bere a femmine crudeli .
Io sono l’eremo.
Scrissi un tempo tante cose le cui lettere ,eran dirette ad una amata .
Le scrissi col cuore ,con la convinzione che fossero vere .
Ma ,io sono l’eremo
sul luogo sacro batto i piedi
batto l’oro sulla pietra ,
soffro , lo sdegno dei martiri
son schiavo, ho il morso del leone.
Tra i frastuoni umani è stordito il mio udito
impugna tregua di tormenti acri ,
spezzato il cuore
m’ha sepolto, fra le sue macerie .
Io sono la voce del delirio
falsa e aspra, flagello i sentimenti ,
mi insinuo nel tuo rifugio donna
nella iniqua sorte ,t’affliggo l’anima ,
indegno del tuo amore , mi umilio .
Sono quel che sono
un altro non lo sarò mai ,
le mie sono buone intenzioni
sul tuo benedetto corpo,semino il grano .
Sarò folle e loderò il tuo bacio
sarò per te pelle
e sulle tue labbra, poserò il piacere ,
sarò musica per le tue orecchie
la melodia ,tenera e crudele .
L’inquieto battito .
Vorrei sentire l’odore della tua voglia !
Sentirne il brivido intenso …
Il luminoso splendore
ove siede e sente l’amoroso canto .
Fammi tremare senza fretta
metto in scena il bacio dei vampiri ,
metto in te l’inquieto battito ;
la mia voce, mentre io ti miro .
Fammi roccia ch’io possa restar di stucco !
Resto statua per tuonare storia ,
lascio memoria a una musa bianca;
come seta languo il suo sangue ardo .
Lascio il bruciante desiderio
nella penombra l’ombra tua s’avvicina …
sopra la pelle si spalma lancinante;
in lussureggiante bramosia squama il mio torpore.
Spietato è il rosso dei fulmini !
Viola velato il grembo delle vergini ,
come libellule sinuose le movenze aggrazia ;
con le azzurre elitre proteggo il mio volo .
Ed io sornione ho smesso di emozionarmi
annuso il malevole malvezzo ,
sfiduciato mi tolgo il vizio ;
un brivido che non ha attrazione .
Chi mai potrà risuscitare l’amor carnale !
Quello che spazia in tutti i pori …
Lubrico ,pudico ,l’afrodisiaco per antonomasia ;
quello che con la sol parola
inquieta e eccita l’esistenza della vita .
Attraversami l’anima .
Cuore , no, non fermarti
Sono il tuo schiavo in amore ,
Attraversami l’anima mia
Sono il tuo servo ,la nebbia del tuo destino ,
Non mi interrompere il respiro lasciami aria
Voglio solo guardare l’amata creatura .
Eruttami dal tuo vulcano donna
In me tutto diventa unico :
L’odore della tua pelle m’inebria
Delizia la mia voglia saziandomi di pathos .
Non togliermi i tuoi sogni
In essi tu sei la perla ,
Mi porti sangue nelle vene
Ove tu fluisci nei nebulosi effluvi ,
Nei flutti d’acqua chiara
Avveleni la mia gelosia .
Mostrami la proibita carne
Che mi porta in estasi nel vederti nuda ,
Nei travagli soffocanti
tra le mie braccia esondi ,
Tra la mia malia d’amore ...
La quale mi fai morire .
Attraversami l’anima
Il dolce giorno mi darà luce ,
Mi profonda nelle tue speranze
Mi scopre fanciullo
col canto delle mie poesie .
Tripudio dolente .
Bizzarra fu la mia storia ,
non volle catene , incubi da smaltire
e singulti da vomitare .
Non volle , non vuole merce di seconda mano
baratti obesi , vissuti poi scartati scorticati ,
mercificati da forme ambigue .
Tu, si , dico a te , che hai l’anima ribelle ,
tirami fuori da questo inferno
da questo tripudio semifreddo .
Potresti violentarmi oppure amarmi ?
Potresti uccidermi , nel mentre ti penso
tante cose potresti fare ;
sono un giocattolo che costa poco .
Ma il mio delirio è onnipotente , irremovibile !
Soffoca le più belle storie
vuole entrare nel tuo male oscuro ,
guarirti , dall’ossessione dell’amore .
Parlo di te , ma sono io il folle !
Con lingua tagliente eccito la mia carne
bestemmio parole inutili
lì dove basta una sola intesa .
Orbene ,si, è di te che parlo , donna !
Potere occulto della mia anima e m' imprigioni ,
mi avvolgi su fili di lana mi ami , perché la tua ombra
si abbraccia con la mia.
Tempo Malato .
Mi sono seduto a guardare il mare
e immagino l'amore ...
immagino un'onda piena di flutti sobri
con gli amanti che si baciano e sorridono .
Nessuno li vede, il vento li porta alla deriva
tu vita tu che ne conosci il senso
le loro storie innocenti ,
sono nullità senza nulla ...
conducimi dunque ancora, nel tuo respiro .
Vorrei essere rugiada fresca per assorbire luce
purezza e bellezza in lacrime di stelle,
vorrei essere il chiarore della luna
l’altro me ,per confortare l’anima tua .
In silenzio e in solitudine muore il sereno
in subbuglio, si butta in aria ,
ci perdiamo nella giungla dei sensi
ove Dio in noi può germogliare ancora.
Tempo malato ,inquini sono i tormenti
Vorrei essere l'amore...
per sfiorare e aprire primavere
a coloro, che vivono prigionieri del gelo .
La sinfonia dei sensi .
Sono tamburi che battono nel cuore
dove il sublime si accende come un faro,
annunciano sereno e tempesta
tra i sospiri traditi dagli amati.
È la sinfonia ch’è s’emerge dall’anima!
Si unifica in un'unica certezza,
in versi si plaude …
tra righi silenziosi di un amore.
Tu esplodi senza orizzonti!
Le sensazioni le emani da lontano ,
in brevi strofe racconti gli anni tuoi ;
m’incagli nel vulcano delle tue fantasie .
Sei piena di vita e aliti cocenti
entri in me a dimorare sole,
entri in un sogno parso vero;
tra il sfruscio confuso di un’estate .
Mi infondi la tua bellezza !
Mi fai udire la sonora melodia ,
col tuo profumo smuovi il desiderio ,
mi sazi di gusti e sapori ;
col bacio tocco il magico sublime .
Ed è la tua presenza femmina che si presenta ancora !
Ti manifesti ovunque senza esitare,
barbaglii fruscii tra i rami ;
dai fiori trai il nettare degli dei .
E' il sesto senso a condurmi sul viale !
A uscire dalla foresta buia ,
come se avessi perso il mio destino ;
ritrovo l’alba ,il piacere del tuo amore .
Nel silenzio , le tue mani .
Giacciono nell’aria i tuoi echi ,
tuonano , tra le nuvole e le albe malandrine
emanano magia indefinita ;
la leggera frivolezza che non duole .
Nei silenzi , le tue mani mi accarezzano
spruzzano pennellate di colori
su tele oblique ,il rosso acceso ,
s’affila su impeti di carne viva ;
aguzza spigoli di voglia e vanno dritti al cuore .
Passione sfrenata la mia
che soffia aria di neve ,
i fremiti fan volare
fan godere i repressi desideri .
Non esiste amore ,
se tu , non mi tieni nel tuo mare
scivola nel nulla ,tutta la nostra bramosia .
Non esiste l’arma del perdono
se , non impugni i segreti dei sospiri
la primula , del tuo primo bacio .
Nei silenzi , le tue mani mi abbracciano forte
Mi mostrano che tu ci sei ,
vogliono l’uomo che ti sa amare
sa capire , l’idillio del tuo amore .
Radici di carta .
Miseria raccogli fede disperdi !
Ed è pace tra le finte rose
Non profumano più nei giardini degli illusi ,
Hanno malsani odori di legami fragili
Hanno te che fuggi dall’amore .
Hai giocato col fuoco piccola luna
Radici di carta ti hanno affranto ,
La tua bellezza stizzita si muta ;
Nel prezioso sangue l’oracolo gela .
Sfacciata si propone la commedia
Ha volti impauriti
Ha la tentazione flebile ,
Il languido sorriso dei disperati amori .
E tutto va nell’oblio !
Nessuno sa , nessuno vede
Anche le bestie divorano la preda ,
Anch’esse han fame ,han sete .
Nulla cambia al di là dei rupi
I luoghi ignoti ove si prega ,
Prati che sembrano altari ;
Tra le radici perdi il tuo sentiero.
Di seta è il giglio puro !
Sovviene alla fanciulla immacolata ,
Sollazza sogni impuri
Le ansimanti voglie in essa duole .
E appanna invidia tra i pretendenti
Tutti in mostra per essere scelti ,
Fan la fila dove si calpesta il fiore ;
Tra i licheni apparenze ottieni .
Giovanni Maffeo Poetanarratore .
