Chiamalo capriccio.
Chiamalo inferno degli amori !
Tu la donna, il tuo dolore è il mio dispiacere ,
sei la sola fragola nel bosco il tuo rossore;
nei barbaglii di luce ,tra i rami il paradiso .
Chiamalo capriccio illusione che nasce !
Afflizione caustica che in me scotta ,
di perdizione non s’annaspa l’avida purezza
assuefatta ingoi l‘amarognolo sapore .
E dalla forte voglia l’istinto erutta !
Nell’inferno di Dante vai a morire:
nessun tesoro ha il tuo valore
a differenza di una intesa passionale.
È il maledetto gioco che tanto piace
la carne fa da scudo e mi da nausea ,
si manifesta sulle guance l’infamia nego.
Vattene perdizione ,tu, chiamalo pure amore .
Chiamalo squallore ,un inutile pathos...
l'emblema unico di una storia folle
il capriccio permaloso che non ha un senso ;
ha la sostanza per dare forza all'esistenza.
Questo è il sentimento che io vorrei:
mi appari e fai finta di dormire ...
Chiamalo desiderio ,sfogo mestruale
anatomia di orgasmi paritari.
Sentori fisiologici che non voglio ,mai vorrei:
egoismi ch’io non conosco , tu li usi;
li nascondi nel profondo ove tace l'incertezza ,
ti giustifichi carezzando l’innocenza.
Chiamala maledizione l’anima mia vince il bene
castigo o forse redenzione?
Il violato odio di un’avventura strana,
sai di glicine e nei miei sensi lo trascini .
Giovanni Maffeo - Poetanarratore .
