Dolce Veleno .
Fu d'estate al tempo delle mele
folgorai l'amore nel penetrante sogno ,
oggi in questa arena vi do il pasto del mio canto :
lo do agli sconosciuti volti , a i mai immacolati.
Ai diseredati ,ai ciechi che odono la mia voce
alle muse ,le belle fate ,
con i loro cuori dell'età matura
pieni di aure ori di malie .
In questo alveolo di incontri si sprecano abbracci
i rintocchi di orologi e poi si sorride ,
alle prese di posizioni e le scomode arringhe
abbandonarmi voglio alle evanescenti illusioni
che su corpi inerti si illudono di amare .
Tu figlia dell'amore rivelati! Sei dolce veleno ...
sfoga la tua rabbia è pregna di livore
il tuo dolce veleno sa di assenzio e miele ...
fuma la pipa della pace intorno a un bel fuoco ,
avvolta da un mantello ne sentirai fremiti di pianto.
Ma poi, poi i miei occhi si stendono al sole
quando tu fai bello il giorno ritorni a cantare ...
quando il sangue mi bolle nelle vene ,
il veleno dolce è l'icona passionale .
Passeggio la mia vita su gli scogli eterni
sciolgo la rorida pelle tra fusioni e voglie,
su corpi incestuosi mi affamo con i lupi
vedo la saggezza a nozze con l'essenza
la voluttà della pallida lacrima ,
respiro aria per non morire .
Fu dolce veleno , dolce il nobile amore .
Giovanni Maffeo Poetanarratore.

Nessun commento:
Posta un commento