Inferno Cortigiano .
Non troverò la vena dei miei anni ...
gli eterni palpiti che sentii per te oh donna ,
la quiete dei tuoi giorni nei miei sogni acerbi;
resto chiuso nel mio inferno cortigiano .
Resto e spingo le pigre correnti che un giorno mi invasero …
mi inondarono del tuo amore risorgendo dai fondali del cuore ;
tu,il mio inferno ,il corteggio nel velluto dei ciliegi ,
tra la fresca aria e i risolini dei mimi .
Il rimorso mio si concede all'insensata sete !
Alle feconde solitudini di piaceri terreni,
al turgido volto di veemenza senza stile
ove i floridi seni viziano i taciti capezzoli.
Forse raggiungerò l'epilogo del verso !
In esso la bellezza del lodato amore ,
fluirò su campi elisi i ritmi dei singulti ;
aprirò alle lacrime le porte alle vergini .
Tu il sospiro dei cuori indolenti ...
abbeveri sangue alla mala voglia ,
alla fonte delle acque grigie ;
tra i corvi i paradisi rabbiosi .
Resti l'afasia spudorata della mia musica!
Lasciami dunque in questo inferno ...
a ruggire fantastiche illusioni ,
alle sentenze dei storpi sensi .
Giovanni Maffeo -Poetanarratore .

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